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Venerdì Fratelli d’Italia ha cominciato la propria campagna elettorale aprendo un presidio, la loro sede, in uno dei quartieri più discussi e che sarà sicuramente al centro delle prossime amministrative ferraresi. Non è un caso che sia stato scelto questo luogo. Chi conosce le problematiche tra via Ortigara e piazza della Castellina, sa che l’impatto mediatico di questa apertura è stato studiato sotto ogni minimo dettaglio. Il senatore Balboni, il quale ha fatto gli onori di casa, ha infatti così presentato la nuova apertura: “Apriamo qui perché questo è un quartiere degradato. La destra sociale apre le sedi in prima linea”. Ed effettivamente questo è il centro del problema per Ferrara: il Gad.

Uscendo è facile vedere qualche “spaccino” che scorrazza in bici e a poco serve la camionetta dei militari che cerca di sorvegliare questo quartiere. L’apertura di questa sede segna effettivamente la demarcazione di un territorio, la presa in carico di un problema, almeno a livello mediatico. Lo stesso senatore, infatti, ci tiene a sottolineare come un commerciante della zona gli abbia chiesto “ma non è che ve ne andrete subito?” e la risposta è stata semplice ma efficace “dipende da voi”.

Ma un’altra particolarità di questa apertura sta in un dettaglio non trascurabile: tale inaugurazione segna l’evidenza di un vuoto lasciato dalla sinistra che la destra sta riempiendo.

Per far capire, poi, che si tratti dell’apertura della campagna elettorale sono bastate poche parole di Balboni: “Abbiamo intenzione di governare Ferrara. Faremo una rivoluzione gentile, dando spazio agli ultimi, all’equità sociale che la sinistra ha calpestato”. Qui risiede il nocciolo della questione. Infatti, come detto, la destra sociale sta riempiendo i voti di una sinistra che barcolla. Il Pd stenta a riprendersi dal terremoto chiamato Renzi, ed in città è evidente lo smarrimento: da una parte Ilaria Baraldi, segretaria comunale dei dem, che guarda al civismo con interesse visto le realtà che stanno lavorando negli ultimi mesi, dall’altra parte il diktat non troppo velato del segretario regionale, Calvano, che vuole una lista del Partito Democratico che esprima un candidato sindaco. Su quest’ultimo punto le voci si fanno sempre più insistenti sul nome di Aldo Modonesi, che dovrebbe ufficializzare a breve la sua discesa in campo.

Ed è proprio in questo smarrimento che la destra avanza, compatta, già dalla presentazione. È qui che la guerra contro una macchina che sembra fagocitare tutto ciò che la circonda (chiedete al Movimento 5 Stelle) si fa ardua. Persino la presenza di Daniela Santanchè all’apertura passa quasi in secondo piano, anche perché non apporta nulla di nuovo alla discussione, se non i tradizionali cavalli di battaglia sull’immigrazione selvaggia, il “prima gli italiani” e qualche stoccata a Salvini per la sua alleanza con i grillini. Ma lei, qui, ha avuto solo il compito di apparire come ospite e andar via dopo 30 minuti di discorso. Quello che resta è l’evidenza di un messaggio chiaro e forte che ha rimarcato il senatore Balboni: qui in Gad, qui in piazzetta Castellina, il comando politico è nostro.

Questo è il vero messaggio veicolato, questo il campanello d’allarme oramai arrivato in ritardo per la sinistra e per le civiche che guardano al mondo progressista. La politica, in fin dei conti, funziona come gli ecosistemi: se si libera una nicchia ecologica, ci sarà una specie che andrà ad occuparla. Ed è questo quello che sta succedendo a Ferrara: un’estinzione di massa del partito che ha dominato per anni. Il meteorite finale è stato il renzismo, ora si arranca tra chi non accetta la realtà dei fatti e chi, con molta fatica, tenta di porvi un rimedio. Ma il “collo di bottiglia” ha inghiottito tutti quelli che non hanno saputo cogliere l’aria di cambiamento e così le nuove “nicchie” sono state occupate da chi, fino a qualche anno fa, neppure arrivava a pensare di governare la città rossa degli estensi, e che ora è dato come favorito addirittura al primo turno.

L’apertura della sede di Fratelli d’Italia è un pugno ben assestato, ma il colpo fatale probabilmente arriverà quando scenderà in campo ufficialmente Alan Fabbri e quella corazzata che è il centro destra (sempre meno centro e sempre più destra) inizierà a far sul serio. Se questo è l’antipasto, per i progressisti c’è poco da sorridere…

 

Foto di Valerio Pazzi

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